STAFFOLI 2006

CORSALONGA WESTERN SHOW – XVII edizione – Staffoli 12/20 agosto 2006

Siamo a mille metri di altitudine, la verde pianura è circondata da secolari faggi, intorno alte cime.  Per secoli e secoli, seguendo il regio tratturo e le stagioni, qui arrivavano le greggi. Migliaia e migliaia di pecore ogni estate invadevano i verdi altipiani. A condurle un esercito di pastori, i più a piedi, alcuni a dorso d'asino, le masserizie viaggiavano sui basti dei forti muli. I cavalli erano riservati a chi era di tasca "forte", erano una presenza costante ma varia. Quasi sempre montati dal massaro, o dal proprietario per venire a controllare che il passo delle greggi si mantenesse all'interno del tratturo e non danneggiasse le proprietà. I tempi sono cambiati, il tratturo, asse economico della società d'un tempo, una volta protetto da severissime leggi, è oggi ridotto a curiosità per turisti a un sogno, impietosamente interrotto da strade asfaltate, per i naturalisti. Oggi quassù, d'estate, il panorama è cambiato. Poche e piccole le greggi, rari gli asini ed i muli, ma tanti cavalli. Di quelli belli. Un piccolo miracolo  che vede nei giorni d'Agosto decine e decine di cavalli tenere banco davanti a migliaia di visitatori. Se mi chiedete quale sia il segreto di un successo che si ripete da 17 edizioni, non so risponderVi.
Io, per quanto intraprendente, non avrei mai rischiato un'impresa del genere. Siamo in montagna, quasi a metà strada tra Tirreno ed Adriatico. Arrivarci non è semplice, da Milano ci separano  oltre 700 Km, strada buona, ma sempre tanta strada. Eppure anno dopo anno i cavalieri la percorrono  tutta  per partecipare a quella che ormai è una delle classiche del circuito del Team Penning la Staffoli Cup. Ed insieme a loro arrivano numerosi anche i cavalieri del Barrel, del Pole, per molti è un'occasione per ritrovarsi in un clima differente da quello delle altre gare. Perchè qui si è in vacanza e si approfitta anche per gareggiare. Ma quello che impressiona, è la quantità di pubblico che accorre a vivere Staffoli. Molti approfittano degli immensi spazi a disposizione per accamparsi, si va dalla piccola canadese a due posti, a veri e propri accampamenti in stile old west. Ai chuck vagons  si sostituiscono i trailer ed i van. Parcheggiati ad arte creano tanti piccoli accampamenti. Famiglie, gruppi di amici o intere scuderie, creano il loro punto di ritrovo e di ospitalità. Ospitalità, bella parola,a  Staffoli ne ritrovi la vera essenza. Se sei uno conosciuto, girare per l'accampamento significa  fare una serie di piacevoli tappe, caffè, birra, pranzo, bicchierino, spuntino, cena, insomma,  a fine serata, o meglio in piena notte, sei conciato per le feste. Rifiutare ed offendere qualcuno? Mai!
Ma oltre a quelli che vivono la manifestazione per intero, sono migliaia e migliaia i visitatori giornalieri, quelli che vengono a vivere una giornata veramente country. Il giorno di Ferragosto si registra l'apice dell'affluenza. Quest'anno, dopo le sofferte giornate del 2005, vissute sotto un diluvio insistente, i segnali erano incerti, correva voce di una certa disaffezione. Invece, ribaltando completamente i sentori della vigilia, è stata una vera invasione. A Ferragosto due chilometri di macchine in fila aspettavano di arrivare all'ingresso, i prati erano letteralmente invasi, una scena mai vista da queste parti. A fine manifestazione gli organizzatori dichiaravano di stimare le presenze complessive in 70.000 visitatori! Un successo senza precedenti, un successo che ha ben 17 anni di storia. I nostri complimenti a Tiberio Sciulli e Tonino Mastrostefano.

Evento centrale di tutta la manifestazione è la Staffoli Cup, quella che ha tutti gli effetti ha conquistato un posto d'onore tra gli Special Events nazionali. Qui è dal 1994 che si mettono in campo i vitelli per gareggiare, nei nove giorni di manifestazione si disputano tappe del Campionato Nazionale e dei campionati sociali, ma la Staffoli Cup.......è la Staffoli Cup!
Dopo le combattute qualifiche la finale è stata ad altissima tensione. Il presidente di giuria Sandrino Filacchione coadiuvato da Paolo Arrighini e Roberto Vettore dà il segnale che tutto è pronto. Il primo go è stato tirato al massimo, in testa sono i Cap America sp Holding, hanno chiuso i tre vitelli nello straordinario tempo di 00:24,87  Richard Rodriguez su Inco Peppy Doc, Oscar Chavez su Pinto ed Amedeo Rea su Bregalena hanno interpretato al meglio il Team Penning. Hanno quasi tre secondi di vantaggio sul team Salardi Staffoli di Antonio Mastrostefano, Daniele Salardi ed Eliseo Possenti. Quando i Cap America entrano per il go finale hanno tutta l'intenzione di replicare i recenti allori mondiali. In campo danno ancora una dimostrazione di grande abilità, chiudono con 00:35,71. Il tempo totale è di 01:00,58. Non sembra esserci spazio per nessuna sorpresa tutti danno per chiusa la gara. La Staffoli Cup stà passando di mano. Ma Sergio Silvera non ci stà. La sua squadra è l'ultima a entrare in arena, sotto la sella ha Golden Back, una certezza. Chiama a raccolta il team Compagnia Latina, Eliseo Possenti su Dry Colonel e Loris Raffagnato su Frizza Doc, i due compagni hanno le facce rassegnate, per vincere serve scendere sotto i 25 secondi o poco più, un'impresa disperata. Ma Sergio li apostrofa così: "Chi ha vinto qui l'anno scorso? Noi! Entriamo in campo per vincere anche quest'anno!" Eliseo e Loris cambiano faccia, entrano tutti in campo per giocarsela al massimo. Tutti e tre subito in mandria, due sulle ali uno al centro. Trovati i vitelli Sergio esita il tempo necessario a far in modo che Eliseo porti il suo vitello su quel tanto che basta a spingerli tutti e tre verso il pen side. Il pubblico rimane allibito, la chiusura è fulminea, tutti gli occhi corrono al cronometro.......00:20,35.!! Il pubblico esplode. Da questo momento non si capisce più niente tutti corrono a complimentarsi con il team, Sergio ancora a cavallo, rivolto al pubblico, porta la mano all'orecchio vuole godere degli applausi che risuonano. Con questa Silvera porta a casa la quarta Staffoli Cup. Richard, Oscar ed Amedeo devono "accontentarsi" della piazza d'onore. Al terzo posto con due ottimi go troviamo il team Ruffo Horses Oceano con Mauro Fenio su ML Wonder Oak, Eliseo Possenti su Dry Colonel e Daniele Salardi su Dutch Snap Dancer. Una finale tiratissima, su 15 teams finalisti, ben 12 hanno chiuso sei vitelli e di questi nove hanno chiuso con un tempo complessivo al di sotto del minuto e mezzo.
Combattutissima anche la finale della Limited Open, dove il team Thunder, composto da Nicola Temporin su Golden Gold, Mauro Celadin su Patagonia e Loris Raffagnato su Fritz hanno vinto con il notevole tempo di 01:01,13 al secondo posto troviamo a soli cinque secondi il team Cap America Horses Italica con Carmine Cristinzio su Megas Colonel, Serena Bagnara su Holly Go Tari e Claudio Lauteri su Matty Spur Pep. A dimostrazione che chi fa scuola è sempre in alto nelle classifiche, la Cap America piazza anche al terzo posto un suo team, il Cap America H. Factory con Richard Rodrigues su Inco Peppy Doc, Roberto Capezzone su Atomic Colonel e Luca Santoro su Pride Marlena. Anche in questa categoria la gara è di ottimo livello generale, otto team su quindici chiudono a sei vitelli e sei team chiudono al di sotto del minuto e mezzo.
I primi giorni della manifestazione hanno visto disputarsi la tappa del Campionato Nazionale, con tutte le categorie. la Novice vede la vittoria dei Cap America Horses con Richard Rodriguez, Riccardo Capezzone e Roberto Capezzone. Al secondo posto i Cap America H. Demas con Massimo Damiano, Nicola Magnacca e Ivan D'aversa. Per la terza piazza la spunta il team Damiano 1 composto da Massimo Damiano, Ivan D'aversa e Vincenzo Taborelli.
La Non Pro registra solo un team a quota due go e sei vitelli, i ragazzi del Green Mountain, Andrea Iannetta, Vincenzo Di Giacinto e Cristian Sperandio. Andrea Iannetta si ripete con il team PubliWorld insieme a Nicola Magnacca e Iuri Lombardi conquistando il secondo posto e precedendo il team Damiano 2 composto da Massimo Damiano, Ivan D'aversa e Matteo Di Giambelardino.
Nella Limited Open il gioco comincia a farsi più duro. Otto i team che chiudono sei vitelli. Per meno di un secondo il team Casale Sant'elia Ruffo H. composto da Tomas Colli, Eliseo Possenti e Daniele Salardi la spunta sul team Big Ranch di Giuseppe Di Cerbo, Benardino Izzo ed Antonio Tanzillo. Al terzo posto il team Cap America H. Demas con Oscar Chavez, Claudio Lauteri ed Adriano Vallucci.
La Intermediate Open vive una gara di alto livello questa volta sono ben 15 i team che mettono nel pen sei vitelli. La vittoria di tappa va al team Edo Ranch composto da Edoardo Bernardelli su Mariland Cast, Giacomo Poli su Grease e Sergio Silvera su Smart Peppy Sultan. Il secondo posto, a meno di tre secondi dai vincitori, va al team Oklaoma Ranch con Davide Di Giacinto su Doc Flu Quixote, Antonio Tini su Jack Diamond Door e Cristian Sperandio su Boggie. Al terzo posto la Cap America SP Holding con Amedeo Rea su Bregalena, Carmine Cristinzio su Colonel e Luca Santoro su Top O Lena.
La Challenge vede una sfida sul filo dei decimi tra l'Edo Ranch e la Cap America H. Pama. La spunta l'Edo Ranch con Sergio Silvera su Bidi Bolt Bum, Loris Raffagnato su Hight Brown ed Edoardo Bernardelli su Mariland Cast. A meno di un secondo il team composto da Amedeo Rea su Bregalena, Richard Rodriguez su Holly Go Taris e Luca Santoro su Top O Lena. Terzo è il team Cap America H. Factory di Oscar Chavez su Santa Maria, Claudio Lauteri su Matty Spur Pep e Luca Santoro su Top O Lena.
Questa, è come di consueto, una delle manifestazione che vede in campo il team penning per giorni e giorni, eppure l'organizzazione ha retto come sempre alla fatica. Lodevole il lavoro dei Turn Back nell'accudire le mandrie e coadiuvare il giudici nel difficile compito di mantenerle su di uno standard qualitativo adeguato. Segnaliamo per dovere di cronaca, qualche inevitabile lamentela sui vitelli, a mio parere ingiusta e peraltro smentita dall'elevato numero di chiusure con i tre vitelli nel pen. Certo singoli episodi possono aver lasciato l'amaro in bocca a qualcuno, ma  non scordiamo quanto può la dea fortuna in questo sport. Il Team Penning è sport per uomini sanguigni, a quando non tutto và per il verso giusto....................
Come sempre grande entusiasmo del pubblico per il Barrel Racing, gli amici della velocità si sono impegnati in ben cinque  giornate di gara. Anche se il campo espressamente preparato per le prove con i vitelli, non ha permesso di esprimere il massimo delle prestazioni, le gare sono state tirate al limite.  Il meritato vincitore del prestigioso Summer Trophy è stato Giuseppe Intonaco. Le altre giornate di gara hanno visto prevalere per ben due volte Salvatore Siniscalchi, le altre giornate sono andate ai bravi  Pino Morini e Giovanni Cerilli.

                                                                                                                         Renato Biagini

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