Nel 1951, in Italia nasce un personaggio dei fumetti western, destinato ad un pubblico di giovanissimi:
Capitan Miki nasce nel 1951 dall'inventiva della ESSE G ESSE, un gruppo di tre sceneggiatori/disegnatori (Sinchetto, Guzzon e Sartoris) che presentano questo personaggio alla Editrice Dardo che ne cura l'uscita. Negli anni a questo gruppo si aggiunsero anche tanti altri storici disegnatori italiani come Franco Bignotti.
La storia di Capitan Miki ha inizio quando da piccolo, rimasto orfano dopo la morte dei genitori, fu allevato da Clem. il suo tutore, in seguito fù ucciso da una banda di assassini. Miki giurò di vendicare la morte del padre adottivo e armato di pistola e con coraggio da vendere, stanò nella cittadina di Coulwer City la nabda e la sgominò riportando ordine e serenità nel paesino. SUccessivamente si arruolò nel corpo dei Rangers del Nevada e grazie al suo coraggio, la sua abilità con la pistola e soprattutto alla sua intelligenza, riuscì dopo gloriose imprese, a conquistarsi il grado di Capitano. Da quel momento il comandante di forte Coulwer gli affida i casi più difficili . Gran parte del successo delle storie di Capita Miki lo si deve al mixa di avventura e divertimento che permea le storie. La caratterizzazione dei personaggi e in particolare delle spalle e dei dei comprimari. Tra queste si trovano personaggi come Doppio Rhum e professor Salasso. Doppio Rhum, accanito bevitore spesso schiavo degli eccessi, rappresenta il classico nonnetto del west che passa gran parte del suo tempo nel saloon a scolare bottiglie e a fare divertenti ma banali discussioni infiorite di pittoresce esclamazioni. Tra le sue frasi tipiche: " Per i tappi di tremila damigiane! " oppure " Per tutte le sbornie! ". Professor Salasso il classico "doc" (dottore) dei film western, ubriacone anche lui e approssimativo nelle cure, come Doppio Rhum passa gran parte della sua giornata nel saloon tra le sue esclamazioni tipiche: " Per i reumatismi di mia zia Clotilde! " oppure " Per duemila appendiciti e cinquecento laringiti! ". I due sono dei fedelissimi amici di avventura dell'intrepido Capitan Miki e in più di una circostanza sono riusciti a toglierlo dai guai. I nemici che devono fronteggiare i nostri eroi sono per la maggior parte banditi, indiani Mescaleros, alle prese con assalti alle diligenze, sparatorie e agguati di ogni genere. Capitan Miki è un velocissimo pistolero dalla mira infallibile è un formidabile lottatore e atterra con disinvoltura, indiani e banditi di ogni genere usando sia i pugni che le tecniche di lotta simili alle arti marziali e alla lotta libera. Compagno inseparabile delle sue avventure ed i suoi lunghi spostamenti nel deserto del Nevada è il suo inseparabile cavallo Napoleone un morello dalla incerta genealogia e dalla morfologia ben lontana dai cavalli del far west. Capitan Miki ha una ragazza, la sedicenne Susy, ha le trecce bionde ed è gelosissima della bella Elen Gordon, la maestrina di Coulwer City, con la quale Capitan Miki si trattene spesso e volentieri a parlare.



Dobbiamo tenere in considerazione l'epoca in cui venivano scritte queste storie, il linguaggio da allora si è modificato inesorabilmente e le esclamazioni tipiche di Capitan Miki: " Caspiterina! " oppure " Perbacco! " o " Accipicchia! " fanno sorridere a confronto del gergo giovanile odierno. Il fascino delle storie, in cui cattivi e buoni sono sempre ben distinguibili, in cui gli indiani sono sempre dalla parte sbagliata e sono malvagi è da prendere come un pezzo d'antiquariato del fumetto. Riflettiamo su chi andava a comprare le striscie di Capitan Miki, riflettiamo su quali conoscenze aveva del mondo di cui leggeva e capiremo che a noi forse manca quel mistero, quella ingenuità, che allora faceva sognare su di un pezzo di carta disegnato.
Il collezionismo tiene in alta considerazione tutta la produzione di Capitan Miki












