PARCO NAZIONALE D'ABRUZZO, SCENARI DA SOGNO

Una mandria di cavalli e muli selvaggi. Noi l'abbiamo trovata, Texas? Arizona? No! Abruzzo......

Ero piccolo quando sentivo parlare del parco nazionale d'Abruzzo. Ricordo polemiche, ricordo paesi terrorizzati dall'isolamento. Ricordo una gita domenicale con la famiglia. Il lago di Scanno, i bei paesi d'intorno, la saporita cucina.
Oggi ho molti anni di più, passo sulle sponde del lago con a traino due cavalli. La nostra è una piccola carovana, una dozzina di cavalli ed altrettanti amici. La strada impone un'andatura cauta, alla fine lasciamo i trailer e siamo davanti ad una stalla che sa di altri tempi, vi trovano alloggio cavalli e muli, il tempo sembra fermo. Ci avviamo a piedi per una strada sterrata che porta ad un antico casolare. Nelle pietre calcaree leggiamo gli anni che ha. Dopo poco appare il padrone di casa, per chi non lo conosce il sorriso fa da presentazione. Il suo nome, Giuseppe Orsitto, mi era giunto più e più volte. Da quanto avevo capito, con i suoi cavalli hanno cominciato in tanti. Pochi minuti e la sua simpatia ci fa sentire di casa. Le sue parole mi conducono nella descrizione dei cavalli che vedo, più ci parlo e più mi rendo conto che è uno che i cavalli li "pesa" li conosce. Provo maldestramente a fare domande "trabocchetto" e mi rendo conto subito che posso solo fare la figura del fesso, allora taccio ed ascolto, ho solo da imparare. Dopo pochi minuti arrivano Drew, Nati e Tali. Sono amici, è bello incontrarsi. Dopo poco siamo di nuovo in macchina, ci dirigiamo verso il punto di partenza. Qualche chilometro e qualche tornante e siamo arrivati. Parcheggiamo fuoristrada e trailer e pronti alla partenzafinalmente i cavalli possono scendere. Selliamo ed in poco tempo siamo pronti. Coolie, l'Australian Cattle Dog di Andrea gira tra i cavalli eccitato da nuovi odori. Ci avviamo per una strada sterrata, subito si entra nei boschi, il gruppo è allegro, la strada è buona e ci si addentra sempre più. Ad un tratto la pendenza aumenta, la strada sterrata è alle spalle, siamo tra i faggi. Sotto gli zoccoli dei cavalli ecorre lenta una mulattiera. Il percorso comincia ad essere impegnativo. Man mano la pendenza diminuisce ed alla nostra sinistra compare un profondo fosso, chiamarlo burrone è troppo ma solo fosso è poco. Chi soffre di vertigini guarda a destra e prega che il suo cavallo sappia dove mettere i piedi. Ma se gli occhi non vedono, le orecchie sentono, perchè i compagni di viaggio non risparmiano battute e battutacce. Ora gli alberi sono più radi, si comincia ad intravedere un prato, dopo poco stiamo uscendo dal bosco e stiamo atterrando in una radura. Man mano che ci addentriamo scopriamo che oltre le piccole colline che vedevamo, si apre una vasta pianura. Siamo in un altipiano, qualcuno lancia il'uscita dal boscocavalli al galoppo, altri si godono il panorama trotterellando sul morbido pascolo. Arriviamo ad un fontanile, i cavalli hanno sudato. Ci fermiamo per una pausa, li lasciamo bere. Osserviamo la miriade si tracce lasciate dagli animali che giungono fin qui per abbeverarsi. Tra le altre sono ben chiare quelle di numerosi cavalli non ferrati. Le seguiremo.
Solo chi ha visto e vissuto questi momenti, leggendo queste righe può sentire ancora sulla pelle i brividi che ha dato, sotto il sole già alto,  la visione di quel pascolo mosso da colline appena accennate, che parevano avere timore delle alte montagne che le sovrastano, intorno fitti boschi, su di un lato, una pista scavata dal quotidiano incontro con decine di  zoccoli. Stiamo seguendo la pista, quando Peppe e Drew si avviano sulla destra, lungo una diramazione della pista. Noi ci fermiamo all'ombra di secolari faggi. Li vediamo lontani, fermi sotto un faggio enorme che, isolato, si taglia nella pianura. Sono scesi da cavallo ed osservano qualcosa che è per terra. Patty decide che non è più il caso di far finta di non sentire lo stomaco che protesta e apre le bisacce. Ne escono soppressata fatta dalla madre e pane "cafone" fatto dalla vicina. La razione  è per tutti un pezzo di pane ed un tocco di soppressata. Senza scendere da cavallo, staccando pane e companatico a morsi, aspettiamo il ritorno degli esploratori. Dopo poco li vediamo vicini a noi, Drew impugna un corto bastone su cui svetta la testa di un puledro di pochi giorni, non è riuscito a fuggire ai lupi. Quassù, la lotta per la vita è cosa ordinaria, noi che veniamo dalla città facciamo fatica ad ingoiare questo boccone di realismo, i nostri esploratori hanno alle spalle una vita di cavalli, non hanno questi problemi. All'improvviso, da una strada nel bosco arriva un fuoristrada. Il braccio del guidatore si sporge a salutarci. E' Orsitto, si ferma all'ombra e ci range rover restaurantdice di legare i cavalli. Mentre lo facciamo lui apre il cofano e sulla sponda ribaltata vediamo apparire caciocavalli, pecorino, salami, prosciutto, pane, dolci, frutta, vino, bevande e quant'altro si può desiderare dopo una mattinata passata a cavallo. La piacevole pausa dura il tempo giusto per mangiare, divertirsi e cercare di risalire a cavallo in tempo per continuare l'avventura. Da questo momento siamo un una carrareccia che si inoltra tra i boschi per aprirsi a tratti in bevi radure. Incontriamo un boscaiolo che alla maniera di una volta, carica un'intera linea di muli. Ci fermiamo a fare quattro chiacchere, o meglio ci proviamo, ma non riusciamo a cumunicare al meglio. Ad un tratto la strada si fà ripida ed i faggi cominciano a diradarsi, giungiamo su di un altopiano solcato da una serie di valloni, che corrono paralleli tra loro e sembrano portare a valle. Ogni tanto un gruppo di faggi, tendiamo le orecchie, ci hanno detto che la femmina capobranco ha al collo un campanaccio e che dall'elicottero della forestale li hanno visti in zona. Non sentiamo niente. Antonio con il suo arabo si stacca a cercarli sulla sinistra, lo perdiamo di vista. Sibilla con Charlie  lo va a cercare, arriva fin sull'ultimo crinale su cui si staglia in lontananza. Ci fa segno che non vede niente. Fa caldo, i nostri cavalli sudano, mi viene in mente che lasciati liberi cercherebbero  l'ombra. Mi dirigo lungo un vallone, in fondo vedo un boschetto, Drew è poco più in alto,  noto che la base del boschetto è fitta, come se gli alberi fossero cresciuti fitti fitti. Avvicinandomi scopro che quelli che sembravano i tronchi di piccoli faggi, sono le zampe dei cavalli. Li ho il brancotrovati. Fischio all'indirizzo di Drew e gli faccio segno che li ho trovati, lui ripete i segnali al resto del gruppo. Mi avvicino, lo spettacolo è da mozzare il fiato. Distinguo la mole delle fattrici, sembrano TPR, vedo un mantello appaloosa, i muli dal mantello baio svettano. Lento si stacca dal branco lo stallone, mi guarda. Comincio a preoccuparmi, anche io monto l'unico stallone del gruppo. Drew è vicino a me. Vedo gli altri avvicinarsi. Lo stallone continua a puntarmi.  Cerco di trasmettergli segnali non aggressivi. Chiedo a Spot di cedere con l'incollatura, comincio a fare piccoli passi incerti, mai in direzione dello stallone. Funziona, lui comincia a prestare attenzione a tutti i cavalli che vede arrivare, ma non dà segni di aggressività, per fortuna. E' mastodontico, una massa di muscoli, abituato a pascolare tra i sassi ed a guardarsi dai lupi. Deve aver inteso che non siamo un pericolo.  Io e Drew piano piano abbiamo girato intorno al branco, ci osservano. Qualcuno dei nostri si avvicina un po troppo, trotterella. Sembra un segnale, il branco  parte al galoppo, ci sfila verso monte. Qualcuno cerca di inseguirli e questo li fà scappare ancor più lesti. Io, Drew e Peppe invece giriamo molto al largo, quando una collinetta ci nasconde alla loro vista partiamo ventre a terra verso il punto in cui secondo noi sta andando il branco.  Arriviamo in tempo per fermarci e disporci in fila, il branco ha seminato i nostri amici e sta perdendo d'impeto. DAll'altro lato vediamo arrivare Patty ed Antonio, hanno avuto la nostra stessa idea. Siamo tutti fermi, su di un cerchio, ben distanziati. Lentamente si fermano, ci guardano e cominciano a pascolare. Ci rendiamo conto che a comandare non è lo stallone ma una grossa giumenta. Capiamo anche perchè si sono fermati, un puledro ha i tendini "mollati". E' nato così, riesce a seguire il branco a difficoltà, non lo avevamo visto prima perchè cercano di tenerlo sempre al centro, ben protetto. Difficilmente riusciranno a farlo diventare adulto. Noi ci fermiamo, i lupi no. Ora sembra che abbiano preso confidenza con noi e si sono allargati pascolando. Arrivano Nati e Tali. Gli facciamo segno di avvicinarsi piano e mentre lo fanno i cavalli continuano a pascolare, solo la femmina dominante  e lo stallone ci osservano. Al centro del branco svetta un mulo baio scuro, bello, veramente bello. Lui è l'obiettivo della spedizione, non lo sà e neanche noi lo spostare la mandriasappiamo. Alla spicciola arrivano Sibilla, Giovanni e Peppone. All'appello manca solo Tanzillo, si è allontanato ancora in fase di avvicinamento e non arriva. Praticamente abbiamo circondato il branco, l'esperienza consiglia a tutti una lunga pausa, movimenti lenti, stiamo osservando gli animali, pascolano in pace. Arriva anche Tanzillo. Peppe ci richiama all'ordine. Lui e Drew danno le indicazioni su come muovere la mandria, cominciamo lenti e con sorprendente semplicità cominciamo a condurli verso il luogo in cui Orsitto ci ha dato appuntamento. Io comincio a soffrire le difficoltà che l'attrezzatura mi impongono. Bisacce sul cavallo, zaino sulla schiena, romal in una mano e nell'altra la macchina fotografica, sotto Spot che comincia a rompere. La "sua" fidanzata Siria, adesso è dall'altra parte della mandria e lui diventa sempre più nervoso. Siamo scesi senza difficoltà nel primo vallone, ora dobbiamo risalirlo, qualche cavallo rompe al galoppo per riuscire a salire meglio e la mandria parte subito, ma adesso nessuno la insegue, anzi rallentiamo e dopo poco siamo rientrati. La manovra riesce anche nei valloni seguenti. Ora siamo in una radura e vediamo arrivare Orsitto. Quando ci raggiunge ci fa segno di radunare i cavalli a ridosso del bosco. Insieme a lui è un vecchietto, è lui il padrone della mandria. Con mano ferma indica il mulo baio, quello bello. Vuole che lo catturiamo con i rope. Peppe e Drew sono preoccupati, mi avvicino, chiedo lumi. Peppe mi fa: < Mettergli il rope al collo non è un grosso problema, ma quello come lo fai parte come un pazzo. Pensi che su questo terreno tutto pietre e cespugli, con un bosco a pochi metri sarà facile tenerlo? E se come è facile che succeda, devo lasciare il rope, quel mulo con 50 piedi di poly al collo dove va a morire? Comunque se il padrone vuole così...>  Li vedo tutti e due che tagliano la mandria, si avvicinano al mulo, Peppe swinga, lancia e manca la presa, ma il rope arriva sulle spalle del mulo che parte come una saetta nel bosco insieme a mezza mandria. L'altra metà comincia a costeggiare il bosco fino a che si riuniscono e continuano a galoppare in un largo sentiero nel bosco, li vediamo allontanarsi, lasciando alle spalle un polverone, per una strada che loro conoscono bene. Sanno dove vanno, verso la libertà. Peppe si avvicina al vecchio, parlano, lo vedo che allarga le braccia, dopo un po viene verso noi. Alle mie spalle sento commentare: <Sembrava facile da prendere da quella posizione>. Vedo Peppe che sorride e capisco.

Hanno partecipato all'avventura:
Renato Biagini
Sibilla Castaldo
Coolie
Giuseppe Di Cerbo
Natalia Estrada
Patrizia Fiorillo
Natalia Mastrota
Andrea Mischianti
Giuseppe Orsitto
Antonio Pietropaolo
Giuseppe Pietropaolo
Antonio Tanzillo
Giovanni Zullo

 

 

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