SUMMER SLIDE

CALDO, CALDO, CALDO!
IL MICIDIALE INCASTRARSI DI ECCEZIONALI COMBINAZIONI STAGIONALI E METEREOLOGICHE HA TRASFORMATO L'ARENA IN UN FORNO!
SUDORE E FATICA HANNO CARATTERIZZATO LA CLASSICA ESTIVA DEI REINERS.

Abbiamo la fortuna di poterci avvalere della collaborazione di alcuni dei protagonisti. Un trainer del calibro di Gennaro Lendi e tutto il suo staff, hanno visto per noi  la manifestazione.
Le gare cominciano il 21 Luglio, la sede, il Palasturla di Manerbio è già nota per essere calduccia in estate. Ma i dubbi che il caldo potesse in qualche maniera influenzare la manifestazione, sono stati subito confermati. Se il viaggio dei cavalieri è stato confortato dall'aria condizionata delle autovetture, quello dei cavalli è avvenuto sempre in condizioni stressanti. Tutti noi abbiamo vissuto il calore di quelle giornate d'estate,  immaginate il caldo che si può sviluppare in un van, per quanto possa essere ventilato, in cui sono ospitati più cavalli.
Arrivano i cavalli,
e già in alcuni si nota un atteggiamento insolito, nervosismo, reazioni inaspettate. Il caldo è indescrivibile, lo senti nelle narici ad ogni respiro, lo senti in testa, ti cuoce le idee. Alcuni vettori,  tra cui  quelli provenienti da più lontano, incappano in guasti ed il viaggio si allunga oltremodo. I cavalli che scendono da quest’ultimi van sono stravolti, hanno vissuto per ore ed ore in un vero e proprio bagno turco.  A niente sono valse le soste per abbeverare, a niente sono serviti gli espedienti per arieggiare il trasporto. I cavalli scendono a fatica, sono sudati come dopo ore di lavoro, hanno lo sguardo spento, sono confusi, sembrano sotto l’effetto di anestetico. Ma è una tremenda miscela di ipertermia, disidratazione, squilibrio elettrolitico. Un mix che può essere fatale, dai primi sintomi a passare all'edema cerebrale ed al collasso il passo è breve. Prima ancora dell’intervento dei veterinari, gli uomini di scuderia più esperti sono partiti alla ricerca di farmacie in grado di fornire le quantità di liquidi ed elettroliti necessari a ristabilire un soddisfaciente equilibrio, così si sono fatti trovare pronti a seguire le indicazioni mediche. In serata qualche cavallo ha decimi di febbre, molti non mangiano e non mangeranno per alcuni giorni. Forse è meglio, passata la fase acuta, il rischio colica è altissimo. Di allenamento o prove, per alcuni, non se ne parla proprio. Ma anche chi abita vicino e non soffre molto le condizioni di viaggio, fa i conti con un caldo umido  che a detta degli esperti si ripete solo raramente. Un evento che si scandisce nei secoli. L’organizzazione è  all’altezza della situazione, la segreteria funziona come sempre e gli orari vengono rispettati. Nella zona box, oltre all'immodificabile clima, l’unico vero inconveniente è creato dall’acqua che esce bollente dai beverini. Questo costringe gli uomini di scuderia a cercare qualche secchio di acqua fresca da portare in box, l'alternativa è stare molti, molti minuti con la mano a far defluire l'acqua nel beverino, ma il risultato non è ottimale. Basterebbe un lavoro da poche ore, poche centinaia di euro, per coprire definitivamente i tubi dell'acqua con un pò di isolante, speriamo qualcuno ci pensi per l'anno prossimo. Lo shock che hanno patito i cavalli, lo possiamo comprendere tutti noi quando entriamo in arena. E’ letteralmente un forno! Il sole impietoso picchia sulle vetrate e rende la temperatura insopportabile. Come sempre è stato allestito l'Indian Saloon, ha usufruito della migliore esposizione, piani alti, tanta luce dalle vetrate e naturalmente il caldo più caldo che c'è. Veramente c'è da chiedersi come abbiano fatto Lamberto ed i suoi ragazzi a resistere ed ad accontentare tutti. Eppure, persino chi ha caricato i cavalli per ripartire a tarda notte ed ha avuto l'azzardo di affacciarsi da lui, non è partito a stomaco vuoto. Nessuno poteva immaginare che la manifestazione fosse disturbata da temperature da record. Questo ha senzaltro influenzato l'affluenza di pubblico che è stata veramente scarsa, ma per dieci che si affacciavano in arena, se ne vedevano uscire undici cotti dal calore. Per fortuna nessun cavallo ha riportato serie conseguenze, ma non sapremo mai quanto le performance sono state influenzate dal clima. Certo alcuni soggetti non hanno reso quanto ci aspettavamo, ma la gara è stata di assoluto valore. L'arena del Cutting è ancora  più invivibile, i cavalli ne risentono particolarmente e più di uno darà segni di sofferenza, fioccano le penalità.

Meacci vince:
E lo fa alla sua maniera. Redini lunghe, mano ferma, "sembra" che Adriano non faccia niente. "Sembra" che l'unico attore in campo sia il cavallo, Peppy Secolo (Peppyseco x Broadways Freckle) di Ruggero Prevedel. Il pattern è il 10, sugli spin guadagna i primi due punti. Sui cerchi, disegnati con naturalezza sono altri due punti. Si ravvede un'incertezza sul rollback a destra ed una sbavatura sugli stop, comunque marca un 150,5 che gli permette di aggiudicarsi le Open ed il CRI. Complessivamente la prova ha dato la sensazione di autorevolezza e grande sicurezza.
Il secondo punteggio della manifestazione è il 149 di Marco Ricotta  su No Trouble Slidin (Lil Ruf Peppy x Sliding My Way) di Coppola-Signori. Anche qui lo stile del cavaliere è inconfondibile, go condotto bene, pulito,  e forse uno dei giudici poteva assegnare qualcosa in più, ma non tanto da mettere in dubbio il primato del vincitore. Con questo punteggio Marco è secondo nella Open NRHA ed IRHA.
Il punteggio di 148 accomuna Christian Perez su Star Tac Pride (Pepper Pride x Sweet Sugar Lena) di Chiara Bonavolta e Giuseppe Prevosti su Steadys Dude (Steady Tradition x Bar Good Friday) dello Steadys Dude Syndacate. Christian guadagna tutto su spin e stop, Giuseppe si esibisce in degli stop da brivido. Questo punteggio permette a Christian di aggiudicarsi il secondo posto nel CRI ed il terzo posto nella Open IRHA. Giuseppe oltre a questi piazzamenti si aggiudica anche il terzo posto nella Open NRHA e dimostrando una continuità ed un equilibrio invidiabili piazza a seguire altri due cavalli, Brown Spot Glitter (Slide Me To The Bar x Gilda Glitter) di Tullio Mascarello con 147,5 punti e Out Jac (Playng It Out x MIss Jac Leo Bar) di Walter Ruffini con 146,5.
A seguire, a 146 punti,  troviamo Massimiliano Fontana su My Holliwood Ending (Dun It With a Twist x Peppys Tonette) di Lucio Ferrarini e Gennaro Lendi su Okie Dun It Too (Hollywood Dun It x Miss Okie Too) di Dario Carmignani. A 145,5 sempre Gennaro Lendi con Dr Bills Mamas Boy (Docs Cutter Bill x Joes Leta Shawn) di Stefano Carpentieri. I 144,5 punti permettono di piazzarsi a parimerito al decimo posto nella Open IRHA a Francesco Arrighi su Star At The BAr (Grays Starlite x BAr Olena Miss) di Edith Zenouda e Markus Shopfer su Remilore (Reminic x Lydiah Pinkham Lore) di Paolo Marasso.
La Intermediate Open vede ancora una volta vincente la generosa prova del criollo Joio Do Infinito (Consuelo Do Infinito x Estreia De Santa Angelica) condotto da FRanco Bertolani a 146 punti. Al secondo posto, con 144,5 punti, troviamo Filippo Masi De Vargas con Boomax RM e Sapigni Daniele su Again Boss.
La categoria Non Pro viene vinta da Matteo Arcese su Bueno Chex Ncee (Bueno Chexinic x Cee King Stars) con 144,6 dopo un run off con Lucio Ferrarini su Doctor Zip Nic che si "ferma" a 144,5. Al terzo posto troviamo Gabriele Carrarini su Arc Tassan First e Cecilia Fradiani su Spanish Snapper.
Gradevole nota di colore con il Free Style che ha visto una prova dal finale veramente esplosivo. Questo tipo di prova è sempre particolarmente apprezzato dal pubblico ed introduce una nota di armonia e divertimento in manifestazioni che possono soffrire della mancanza di "spettacolo". Le prove viste in campo hanno dimostrato che con cavalli e cavalieri all'altezza, si possono ottenere risultati che pongono il dubbio sull'utilizzo di attrezzature "pesanti" in gara. Nel free style non è infrequente vedere cavalli che senza imboccatura si esibiscono in pattern da urlo. La prova di Stefano Cerutti è stata fantastica, ha chiuso l'esibizione con un sonoro 154,5. Il povero King Three Step, all'oscuro dei petardi previsti a fine go, ha reagito scaricando il cavaliere  dalla sella, per un atterraggio in piedi altrettanto spettacolare. A tutti noi rimarrà il dubbio se quella che è sembrata una caduta "organizzata" per un atterraggio in piedi, non fosse una caduta e basta. D'altra parte sembra che il finale pirotecnico non fosse mai stato provato,  che la reazione del cavallo a vedersi il c...... in fiamme fosse imprevedibile....... era prevedibile!  

 

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