Abbiamo la fortuna di poterci avvalere della collaborazione di alcuni
dei protagonisti. Un trainer del calibro di Gennaro Lendi e tutto il suo
staff, hanno visto per noi la manifestazione.
Le gare cominciano il 21 Luglio, la sede, il Palasturla di Manerbio è già nota per essere calduccia in estate. Ma i dubbi che il caldo potesse in qualche maniera influenzare la manifestazione,
sono stati subito confermati. Se il viaggio dei cavalieri è stato
confortato dall'aria condizionata delle autovetture, quello dei cavalli è avvenuto
sempre in condizioni stressanti. Tutti noi abbiamo vissuto il calore di quelle
giornate d'estate, immaginate il caldo che si può sviluppare
in un van, per quanto possa essere ventilato, in cui sono ospitati più cavalli.
Arrivano i cavalli,
e già in alcuni si nota un atteggiamento insolito, nervosismo, reazioni
inaspettate. Il caldo è indescrivibile, lo senti nelle narici ad ogni
respiro, lo senti in testa, ti cuoce le idee. Alcuni vettori, tra cui quelli
provenienti da più lontano, incappano in guasti ed il viaggio si allunga
oltremodo. I cavalli che scendono da quest’ultimi van sono stravolti,
hanno vissuto per ore ed ore in un vero e proprio bagno turco. A niente
sono valse le soste per abbeverare, a niente sono serviti gli espedienti
per arieggiare il trasporto. I cavalli scendono a fatica, sono sudati come
dopo ore di lavoro, hanno lo sguardo spento, sono confusi, sembrano sotto
l’effetto di anestetico. Ma è una tremenda miscela di ipertermia,
disidratazione, squilibrio elettrolitico. Un mix che può essere fatale,
dai primi sintomi a passare all'edema cerebrale ed al collasso il passo è breve.
Prima ancora dell’intervento dei veterinari, gli uomini di scuderia
più esperti sono partiti alla ricerca di farmacie in grado di fornire
le quantità di liquidi ed elettroliti necessari a ristabilire un soddisfaciente
equilibrio, così si sono fatti trovare pronti a seguire le indicazioni
mediche. In serata qualche cavallo ha decimi di febbre, molti non mangiano
e non mangeranno per alcuni giorni. Forse è meglio, passata la fase
acuta, il rischio colica è altissimo. Di allenamento o prove, per
alcuni, non se ne parla proprio. Ma anche chi abita vicino e non soffre molto
le condizioni di viaggio, fa i conti con un caldo umido che a detta
degli esperti si ripete solo raramente. Un evento che si scandisce nei secoli.
L’organizzazione è all’altezza della situazione,
la segreteria funziona come sempre e gli orari vengono rispettati. Nella
zona box, oltre all'immodificabile clima, l’unico vero inconveniente è creato
dall’acqua che esce bollente dai beverini. Questo costringe gli uomini
di scuderia a cercare qualche secchio di acqua fresca da portare in box,
l'alternativa è stare molti, molti minuti con la mano a far defluire
l'acqua nel beverino, ma il risultato non è ottimale. Basterebbe un
lavoro da poche ore, poche centinaia di euro, per coprire definitivamente
i tubi dell'acqua con un pò di isolante, speriamo qualcuno ci pensi
per l'anno prossimo. Lo shock che hanno patito i cavalli, lo possiamo comprendere
tutti noi quando entriamo in arena. E’ letteralmente un forno! Il sole
impietoso picchia sulle vetrate e rende la temperatura insopportabile. Come
sempre è stato allestito l'Indian Saloon, ha usufruito
della migliore esposizione, piani alti, tanta luce dalle vetrate e naturalmente
il caldo più caldo che c'è. Veramente c'è da chiedersi
come abbiano fatto Lamberto ed i suoi ragazzi a resistere ed ad accontentare
tutti. Eppure, persino chi ha caricato i cavalli per ripartire a tarda notte
ed ha avuto l'azzardo di affacciarsi da lui, non è partito a stomaco
vuoto. Nessuno poteva immaginare che la manifestazione fosse disturbata da
temperature da record. Questo ha senzaltro influenzato l'affluenza di pubblico
che è stata veramente scarsa, ma per dieci che si affacciavano in
arena, se ne vedevano uscire undici cotti dal calore. Per fortuna nessun
cavallo ha riportato serie conseguenze, ma non sapremo mai quanto le performance
sono state influenzate dal clima. Certo alcuni soggetti non hanno reso quanto
ci aspettavamo, ma la gara è stata di assoluto valore. L'arena del
Cutting è ancora più invivibile, i cavalli ne risentono
particolarmente e più di uno darà segni di sofferenza, fioccano
le penalità.
Meacci vince:
E lo fa alla sua maniera. Redini lunghe, mano ferma, "sembra" che
Adriano non faccia niente. "Sembra" che l'unico attore in campo
sia il cavallo, Peppy Secolo (Peppyseco x Broadways Freckle) di Ruggero Prevedel.
Il pattern è il 10, sugli spin guadagna i primi due punti. Sui cerchi,
disegnati con naturalezza sono altri due punti. Si ravvede un'incertezza
sul rollback a destra ed una sbavatura sugli stop, comunque marca un 150,5
che gli permette di aggiudicarsi le Open ed il CRI. Complessivamente la prova
ha dato la sensazione di autorevolezza e grande sicurezza.
Il secondo punteggio della manifestazione è il 149 di Marco Ricotta su
No Trouble Slidin (Lil Ruf Peppy x Sliding My Way) di Coppola-Signori. Anche
qui lo stile del cavaliere è inconfondibile, go condotto bene, pulito, e
forse uno dei giudici poteva assegnare qualcosa in più, ma non tanto
da mettere in dubbio il primato del vincitore. Con questo punteggio Marco è secondo
nella Open NRHA ed IRHA.
Il punteggio di 148 accomuna Christian Perez su Star Tac Pride (Pepper Pride
x Sweet Sugar Lena) di Chiara Bonavolta e Giuseppe Prevosti su Steadys Dude
(Steady Tradition x Bar Good Friday) dello Steadys Dude Syndacate. Christian
guadagna tutto su spin e stop, Giuseppe si esibisce in degli stop da brivido.
Questo punteggio permette a Christian di aggiudicarsi il secondo posto nel
CRI ed il terzo posto nella Open IRHA. Giuseppe oltre a questi piazzamenti
si aggiudica anche il terzo posto nella Open NRHA e dimostrando una continuità ed
un equilibrio invidiabili piazza a seguire altri due cavalli, Brown Spot
Glitter (Slide Me To The Bar x Gilda Glitter) di Tullio Mascarello con 147,5
punti e Out Jac (Playng It Out x MIss Jac Leo Bar) di Walter Ruffini con
146,5.
A seguire, a 146 punti, troviamo Massimiliano Fontana su My Holliwood
Ending (Dun It With a Twist x Peppys Tonette) di Lucio Ferrarini e Gennaro
Lendi su Okie Dun It Too (Hollywood Dun It x Miss Okie Too) di Dario Carmignani.
A 145,5 sempre Gennaro Lendi con Dr Bills Mamas Boy (Docs Cutter Bill x Joes
Leta Shawn) di Stefano Carpentieri. I 144,5 punti permettono di piazzarsi
a parimerito al decimo posto nella Open IRHA a Francesco Arrighi su Star
At The BAr (Grays Starlite x BAr Olena Miss) di Edith Zenouda e Markus Shopfer
su Remilore (Reminic x Lydiah Pinkham Lore) di Paolo Marasso.
La Intermediate Open vede ancora una volta vincente la generosa prova del
criollo Joio Do Infinito (Consuelo Do Infinito x Estreia De Santa Angelica)
condotto da FRanco Bertolani a 146 punti. Al secondo posto, con 144,5 punti,
troviamo Filippo Masi De Vargas con Boomax RM e Sapigni Daniele su Again
Boss.
La categoria Non Pro viene vinta da Matteo Arcese su Bueno Chex Ncee (Bueno
Chexinic x Cee King Stars) con 144,6 dopo un run off con Lucio Ferrarini
su Doctor Zip Nic che si "ferma" a 144,5. Al terzo posto troviamo
Gabriele Carrarini su Arc Tassan First e Cecilia Fradiani su Spanish Snapper.
Gradevole nota di colore con il Free Style che ha visto una prova dal finale
veramente esplosivo. Questo tipo di prova è sempre particolarmente
apprezzato dal pubblico ed introduce una nota di armonia e divertimento in
manifestazioni che possono soffrire della mancanza di "spettacolo".
Le prove viste in campo hanno dimostrato che con cavalli e cavalieri all'altezza,
si possono ottenere risultati che pongono il dubbio sull'utilizzo di attrezzature "pesanti" in
gara. Nel free style non è infrequente vedere cavalli che senza imboccatura
si esibiscono in pattern da urlo. La prova di Stefano Cerutti è stata
fantastica, ha chiuso l'esibizione con un sonoro 154,5. Il povero King Three
Step, all'oscuro dei petardi previsti a fine go, ha reagito scaricando il
cavaliere dalla sella, per un atterraggio in piedi altrettanto spettacolare.
A tutti noi rimarrà il dubbio se quella che è sembrata una
caduta "organizzata" per un atterraggio in piedi, non fosse una
caduta e basta. D'altra parte sembra che il finale pirotecnico non fosse
mai stato provato, che la reazione del cavallo a vedersi il c......
in fiamme fosse imprevedibile....... era prevedibile!