GENNARO LENDI VISTO DA VICINO

Gennaro Lendi, nasce a Napoli il 15/10/1984. Primogenito di una famiglia di imprenditori di Grumo Nevano, interland napoletano, ci incontriamo a casa sua, dove ha la scuderia. Alla classica domanda "quando hai cominciato ad andare a cavallo?" mi risponde con un "prima di nascere" che mi lascia perplesso. Chiedo spiegazioni e lui ....

Papà comprò un pony e lo portò a casa presentandolo così. "Questo è il cavallo di Gennaro" ma io non ero ancora nato. Non lo ricordo neppure quel pony, mi dicono che ogni volta che lo vedevo mi entusiasmavo, ma i ricordi delle prime esperienze a cavallo risalgono a quando avevo quattro anni, con un altro pony.

-Chi ti ha messo a cavallo la prima volta? Mio padre.

-Deve essere un fanatico dei cavalli? No, fanatico no. Li ama molto, si limita alle passeggiate. Ma vista la mia passione ha cominciato a portarmi a vedere le gare di Reining gia da piccolo. La voglia di provarci è venuta subito.

-Nella formazione di un cavaliere esiste spesso una persona che ti trasforma da "oggetto" a "soggetto", uno che ti apre gli occhi in un mondo che solo intravedevi. Nel tuo caso chi è stato? Cliff Jay Hall, uno statunitense  che faceva il Trainer al Torello QH di Melizzano, la tenuta di Vincenzo Caracciolo in cui è nato il Reining della mia regione e dove anche io ho cominciato.  Cliff non aveva una tecnica di primo livello ma mi ha insegnato tantissimo sulla vita dei cavalli e soprattutto sulla loro psicologia, e tutto nasce da lì. Poi la tecnica, quella vera, l'ho "rubata" a Dario Carmignani. Da lui ho passato delle estati indimenticabili, avevo la possibilità di una buona sistemazione per la notte, ma pur di essere sempre presente dormivo in una roulotte, il più vicino possibile ai cavalli. Non scorderò mai la felicità, la stanchezza ed un buco nel soffitto della roulotte. Devo molto anche ad Eleuterio Arcese, un uomo che nei nostri cavalli ha messo e mette un entusiasmo ed una passione che sono uniche. Mi è sempre stato vicino, ho fatto tesoro dei suoi consigli e non me ne sono mai pentito.

-A quanti anni la prima gara? Nove, non me lo hanno permesso prima.

-Ricordi il cavallo? Certo, I'M KINDA BLUE. Devo ringraziare mio padre che oltre a comprarla, la scelse non ancora finita. Io volevo qualcosa di "meglio" ma lui fu irremovibile, mi disse che se ero davvero appassionato e capace dovevo lavorare sulla cavalla. Facendo così mi costrinse a impegnarmi  per rifinirla, non immaginate quanto ho imparato in quel periodo.
-Quali sono i risultati che hai ottenuto ad oggi? Nel '95 ALCR Youth Champion, non lo scorderò mai. Nel '98 il primo risultato "grosso" ANCR Non Pro Champion. Nel 2002 arriva il risultato che mi dà un momento di gloria vinco la Youth World Cup negli States, la cosa fa notizia. Il primo IRHA Non Pro Futurity arriva nel 2003. Nel 2004 IRHA Non Pro Champion. Poi è storia recente,  il 2005 è stato veramente carico di soddisfazioni, World Reinig Trophy, il CRIO a Manerbio ed il Futurity Non Pro. Comunque non scorderò mai il mio primo punteggio buono, 144 montavo da Rocco (Toscani) il cavallo era DR MAMA'S BOY.
-Domanda d'obbligo, come si ottengono risultati così? Ho sacrificato tanto tempo alla mia vita di ragazzo. Un pò mi sono mancate le tante cose che fanno i ragazzi che non hanno un impegno così coinvolgente, ma quando lavori su una manovra, su uno di quei cavalli che più chiedi e più dà, ti distrai dalle cose di tutti i giorni. Comunque i mesi passati da Dario e da Rocco  erano anche di divertimento.
-Sei tornato da poco da un periodo di diversi mesi passato vicino Phoenix, negli States, alla corte di Andrea Fappani. Si racconta che sia stato lui a proportelo, ci racconti la verità? Andrea mi ha effettivamente chiesto di andare da lui come assistente, inizialmente ho rifiutato, perchè sotto questa forma non mi avrebbe permesso di studiare. Ripreso il discorso Andrea si è dimostrato un amico è stato comprensivo ed abbiamo trovato una formula che mi permetterà di studiare, già mi sono iscritto a Scienze Equine negli USA.
-Che tipo è Andrea, come si lavora da lui? E' un grande, ha una professionalità ineguagliabile. Non potete immaginare come è organizzato il lavoro. Una cosa che non avevo mai visto, sono rimasto veramente impressionato. Più di 50 cavalli da lavorare tutti i giorni, tra cui un numero impressionante di due anni di grande qualità. Usciranno sicuramente dei grandi soggetti, perchè là lavorarli significa cercare davvero il risultato migliore. Sulla tecnica di Andrea non ho niente da commentare, i risultati parlano chiaro. Negli States è sempre e costantemente tra i primi. Un grande!
-Ritengo che una delle tue qualità sia quella di saper scegliere i cavalli, come fai? Non ho mai comprato un cavallo che non fosse già iniziato, io dò grande peso allo stop. Se stoppa bene ed ha una buona flessibilità laterale il resto viene da se. Naturalmente sani, l'aspetto esteriore non più di tanto, certo che se vuoi fare una cavallo che quando entra in campo ha carisma, conta anche quello.
-Stai amministrando la tua carriera con grande saggezza, ti aiuta qualcuno? I miei mi hanno sempre aiutato, ma negli ultimi anni mamma è stata impagabile, sempre presente. Questi mesi che sono stato da Andrea lei ha portato avanti tutta la scuderia. Mi telefonava e diceva "tutto a posto, tutto bene" pensavo non volesse farmi preoccupare, invece con l'aiuto di Peppe Scauzillo e Mimmo Russo, tutto è filato liscio. Ho trovato la scuderia in ordine, fieno buono e cavalli in piena forma.
-Molti di noi attendono il momento di poterti affidare i cavalli, a quando il passaggio alla Open? Già fatto. Quest'anno solo Open, nella Non Pro non provavo più gli stimoli di una volta. Ho già dei cavalli in scuderia, ma non è cambiato niente, li voglio scegliere io, e li accetto solo alle condizioni che dico io. Vorrei ricreare in piccolo le condizioni di professionalità di Fappani.
-I tuoi punti forti a cavallo? La pazienza, l'assetto, la cura dei particolari, mai metodi troppo forti, non danno un risultato affidabile.
-I punti forti quando sei a terra? Punto l'obiettivo e lo raggiungo.
-I punti deboli a cavallo? Non ho il coraggio di "esagerare" con il  cavallo, forse facendo così potrei ottenere di più. Ma non sò se è un difetto, preferisco ottenere qualcosa di meno ma avere un cavallo sicuramente più equilibrato.
-Il tuo fianco debole a terra? Lontano dai cavalli mi sento "piccolo", forse dovrei avere maggiore autostima. Ma questo mi aiuta a non gasarmi  a non  montarmi la testa.
-Un cavallo che vorresti avere per una mitica sfida all aged? Play It Out! Solo da Arcese potevo trovare un cavallo così.
-Non vale, voglio il nome di un cavallo che non è già nelle tue mani. In alternativa, ma solo in alternativa, vorrei tanto avere sotto Wimpy Little Step. Piazza un 233,5 e lo ritirano dalle gare. Mitico!
-Ho saputo che Play It Out ha avuto un problema, è vero? Si. Dopo le riunioni tecniche di preparazione ai WEG, dove il Player si era dimostrato in piena forma, è rimasto su da Arcese, una settimana prima del Derby ha presentato i sintomi di una colica, è stato portato subito alla clinica del Dr. Torre. Non si trattava di una colica ma di un'ernia inguinale strozzata. E' stato operato, per fortuna l'intestino era integro e non hanno dovuto toccarlo, hanno solo fatto la plastica dell'ernia. Speravo di rimetterlo in sesto in breve tempo, ma hanno dovuto riaprire la ferita per un'infezione, ora sta bene, ma naturalmente è fisicamente provato. Richiederà un recupero più lungo del previsto.
-Ho visto in campo una criniera bionda che non mi è nuova, è lui? Si è OKIE DUN IT TOO, Dario si è dimostrato ancora una volta un vero amico. Quando il Player è stato male, trovandomi da Lui ho visto Okye e mi sono ricordato dei suoi movimenti, mi sono sempre piaciuti. L'ho buttata lì, "Lo posso portare in gara?" Mi rendo conto che la richiesta era "forte", Dario ci ha pensato un pò su. Poi mi ha telefonato e ha detto che la cosa si faceva. Mi sono reso subito conto di quanto sia forte il suo legame con questo cavallo. Okye era ancora in viaggio quando mi ha telefonato per raccomandarmelo, mi ha detto "Ti rendi conto che stà scendendo un pezzo del mio cuore!"
-Ho visto che lo lavoravi solo sui cerchi, per la condizione fisica, e le manovre? Quelle ci sono già e lui ormai le ha nel DNA, solo una leggera rinfrescatina ogni tanto, non di più.
-Solo Reining nel tuo futuro? Si anima e corpo. L'unica altra specialità che mi piace è il Cutting, ma è un'altra storia.

 

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