Introduzione
La storia evolutiva del cavallo così come noi lo conosciamo comincia
la bellezza di 55 milioni di anni or sono con un piccolo animale
alto non più di 40 cm, con quattro dita al piede anteriore e bei
canini in evidenza. Ben diverso dal cavallo!

Per
capire l'evoluzione del cavallo dobbiamo ricordare innanzitutto
che il cavallo in natura è una preda. Pertanto l'evoluzione ha
affinato le sue difese dai predatori. Poi dobbiamo accennare
alle modifiche che ha subito l'ambiente in cui si è evoluto. Le
prime forme dei progenitori del cavallo, vivevano nella boscaglia,
per poi passare alle zone confinanti con le sconfinate praterie
che diventeranno il suo abitat naturale. Nella prateria il grosso
predatore può essere
individuato a distanza solo se gli apparati di avvistamento sono
ad un'altezza adeguata. Questo ha portato ad un animale alto,
con occhi ad ampissimo angolo visivo e posti uno alle spalle
dell'altro. Lo sguardo del cavallo copre i 360° con
due piccole aree "cieche", una anteriore ed una posteriore,
facilmente esplorabili con i movimenti del collo. L'altro principale
organo esplorativo si avvale di due orecchie che si orientano
a coprire tutto ciò che gli è intorno. L'altro grande apparato
esplorativo è la
particolare sensibilità che ha il cavalo, ma di questo l'evoluzione
non ha potuto lasciare tracce. Una volta avvertito il pericolo,
quale è l'arma
difensiva del cavallo? La fuga. Per la fuga necessitano masse
muscolari imponenti in grado di fornire velocità e resistenza e
servono degli arti in grado di scaricare la potenza su di un
suolo particolare come quello della prateria. Tirando le somme
scopriamo che l'altezza ed il peso sono aumentati in maniera
vertiginosa, pertanto l'apparato buccale e quello digestivo si
sono modificati specializzandosi ad estrarre il massimo dal foraggio
della prateria. Ma
la modifica che impressiona maggiormente è quella degli arti. Nell'immagine

che
segue il confronto con una mano umana illustra egregiamente come
il cavallo, da un'andatura su quattro dita, sia passato all'andatura
su di un solo dito. Così come è,
l'arto del cavallo, è quanto di meglio si possa progettare per
scaricare al suolo nel tempo più breve possibile, tutta la potenza
di cui dispone. Una meraviglia dell'evoluzione che ci stupisce
ogni giorno! ....................continua